Sez. 1, Sentenza n. 36036 del 05/07/2018 Cc. (dep. 27/07/2018) Rv. 273909 - 01
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE | Presupposti - Pluralità dei delitti non colposi - Reati unificati dal vincolo della continuazione - Insussistenza del presupposto - Ragioni.
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE
Ai fini della dichiarazione di abitualità nel reato ritenuta dal giudice ai sensi dell'art. 103 cod. pen., non si realizza la condizione oggettiva richiesta dalla disposizione di legge quando la pluralità di delitti non colposi, accertati con unica o con distinte sentenze, sia unificata per effetto del riconoscimento della continuazione operato dal giudice in sede di cognizione. (In motivazione la Corte ha osservato che l'abitualità presuppone un impulso criminoso reiterato nel tempo che è incompatibile con l'unitaria deliberazione criminosa che caratterizza l'ipotesi del reato continuato).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST., Cod. Pen. art. 103 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)