Sez. L, Sentenza n. 3026 del 10/04/1990 (Rv. 466568 - 01)
PROVA CIVILE - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLE PROVE - IN GENERE - CONVENZIONE INTERVENUTA FRA UNA DELLE PARTI ED UN TERZO - EFFICACIA DI PROVA PIENA - ESCLUSIONE - OGGETTO DI LIBERO APPEZZAMENTO DEL GIUDICE - CONFIGURABILITÀ - CONSEGUENZA - FATTISPECIE RELATIVA ALL'ACCERTAMENTO DELLA INSUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI LAVORO INDOTTO DA RAPPORTO DI ALTRA NATURA TRA CONGIUNTO DEL PRETESO DIPENDENTE E PRETESO DATORE DI LAVORO.*
PROVA CIVILE - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLE PROVE - IN GENERE - CONVENZIONE INTERVENUTA FRA UNA DELLE PARTI ED UN TERZO - EFFICACIA DI PROVA PIENA - ESCLUSIONE - OGGETTO DI LIBERO APPEZZAMENTO DEL GIUDICE - CONFIGURABILITÀ - CONSEGUENZA - FATTISPECIE RELATIVA ALL'ACCERTAMENTO DELLA INSUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI LAVORO INDOTTO DA RAPPORTO DI ALTRA NATURA TRA CONGIUNTO DEL PRETESO DIPENDENTE E PRETESO DATORE DI LAVORO.*
La convenzione intervenuta fra una delle parti del giudizio ed un terzo, siccome proveniente parzialmente da estranei alla lite, non ha efficacia di prova piena, ma può essere liberamente apprezzata dal giudice del merito, sì da costituire, in concorso con altri elementi, fonte di convincimento del giudice stesso, tenuto, peraltro, ad adeguata e corretta motivazione al riguardo. (nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla S.C. - aveva ritenuto che la tesi, sostenuta dalla ricorrente, dell'esistenza di un suo rapporto di lavoro alle dipendenze della società resistente fosse contrastata, fra l'altro, dal contratto di commissione per la vendita di generi alimentari stipulato fra la società e la madre della ricorrente stessa). (V 2264/80, mass n 405934; (V 1144/80, mass n 404622).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 116 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)