Sez. 1, Sentenza n. 1037 del 22/02/1995 Cc. (dep. 29/03/1995) Rv. 200591 - 01
Pena - Pene pecuniarie - Conversione | Magistrato di sorveglianza competente - Normativa applicabile ai fini dell'individuazione - È solo quella codicistica e non quella dettata dall'art. 107 della legge n. 689/91 - Ragioni - Fattispecie in tema di condannato irreperibile.
Pena - Pene pecuniarie - Conversione
In tema di conversione delle pene pecuniarie per insolvibilità del condannato, la disciplina dettata dall'art. 107 della legge 24 novembre 1981 n. 689 deve ritenersi sostituita da quella, specifica, recata dall'art. 677 cod. proc. pen., anche per quanto attiene alla individuazione del magistrato di sorveglianza competente per territorio, non potendosi a diversa conclusione giungere sulla base del disposto di cui all'art. 210 disp. att. cod. proc. pen. (secondo il quale continuano ad osservarsi le norme speciali che la regolano la competenza in deroga alla disciplina del codice), giacché detto disposto ha riguardo alle norme, appunto, "derogatorie" - e quindi speciali - rispetto a quelle codicistiche e non può pertanto importare la sopravvivenza delle "diverse" norme "generali" previgenti. (Nella specie, in applicazione di tali principi, trattandosi di condannato irreperibile, è stato affermato che doveva farsi ricorso non al criterio della residenza di cui all'art. 107 della legge n. 689/81 ma a quello residuale di cui all'art. 677, comma secondo, seconda parte, cod. proc. pen., in base al quale, mancando la possibilità di determinare la competenza secondo il criterio della residenza o del domicilio, occorre far riferimento al luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 677, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 677, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 107 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)