Sez. L, Sentenza n. 5493 del 12/10/1988 (Rv. 460095 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - RAPPORTO DI IMPIEGO PRIVATO - DIRITTO ALLA CARRIERA E DIRITTO ALLA PROMOZIONE - INSUSSISTENZA - LIMITI - PRESUPPOSTI DI FATTO PER LA PROMOZIONE COSTITUENTI OGGETTO DI VALUTAZIONE DISCREZIONALE DEL DATORE DI LAVORO - RILEVANZA - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE O DOVERI DI LEALTÀ, CORRETTEZZA E BUONA FEDE NELL'ATTRIBUZIONE DI UN PUNTEGGIO DISCREZIONALE - ESCLUSIONE.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - RAPPORTO DI IMPIEGO PRIVATO - DIRITTO ALLA CARRIERA E DIRITTO ALLA PROMOZIONE - INSUSSISTENZA - LIMITI - PRESUPPOSTI DI FATTO PER LA PROMOZIONE COSTITUENTI OGGETTO DI VALUTAZIONE DISCREZIONALE DEL DATORE DI LAVORO - RILEVANZA - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE O DOVERI DI LEALTÀ, CORRETTEZZA E BUONA FEDE NELL'ATTRIBUZIONE DI UN PUNTEGGIO DISCREZIONALE - ESCLUSIONE.*
Nel rapporto di impiego privato non sussiste un diritto alla carriera, né - salvo che non ricorrano particolari pattuizioni, individuali o collettive - un diritto alla promozione, con la conseguenza che il lavoratore non può pretendere il riconoscimento da parte del datore di lavoro della qualifica superiore ove tale avanzamento non gli sia garantito dalla disciplina del rapporto come effetto diretto ed immediato dell'accertato verificarsi di determinati presupposti di fatto. Ove invece tali presupposti devono formare oggetto di una valutazione discrezionale del datore di lavoro non sussiste a carico di quest'ultimo un Obbligo di motivazione, né è integrata una violazione dei doveri di lealtà, correttezza e buona fede per il solo fatto che il datore di lavoro abbia attribuito un punteggio discrezionale senza allegare alcuna specifica motivazione. (V 93/87, mass n 449889; (V 1082/87, mass n 450641).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)