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Sez. U, Sentenza n. 20700 del 10/09/2013 (Rv. 627454 - 01)

GIURISDIZIONE CIVILE - STRANIERO (GIURISDIZIONE SULLO) - IN GENERE | Concorrenza sleale - Domanda diretta all'accertamento negativo dell'illiceità della condotta (o positivo di liceità della stessa) - Commercializzazione e produzione di prodotti realizzati da società italiana - Giurisdizione del giudice italiano - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.
Stato
decisa il 2013-09-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/627454-01

GIURISDIZIONE CIVILE - STRANIERO (GIURISDIZIONE SULLO) - IN GENERE

Sussiste la giurisdizione italiana relativamente alla domanda di accertamento negativo dell'illiceità della condotta (ovvero di accertamento positivo della liceità della medesima condotta) e al conseguente risarcimento del danno, proposta da una società italiana in relazione alla commercializzazione e produzione di prodotti da essa realizzati e asseritamente integranti una condotta di concorrenza sleale, rientrando tale controversia nella sfera di applicazione dell'art. 5, n. 3, del Regolamento CE 22 dicembre 2000, n. 44/2001, come interpretato dalla Corte di Giustizia UE, con la sentenza 25 ottobre 2012, nella causa C-133/11, senza che assuma rilievo l'inversione di ruoli che caratterizza l'azione di accertamento, vertendo l'esame giudiziale, al fine di verificare la competenza giurisdizionale, sui medesimi elementi di fatto e di diritto che giustificano il collegamento con lo Stato nel quale è accaduto il fatto generatore o il danno ovvero vi è il rischio del suo prodursi. (Nella specie, le S.U., in applicazione dell'anzidetto principio, hanno sottolineato che la domanda di accertamento coinvolgeva ogni aspetto della produzione e commercializzazione del prodotto - un faro per auto - e, dunque, assumeva rilievo il luogo, in Italia, in cui tale attività veniva primariamente posta in essere).

Riferimenti normativi: Legge 21/06/1971 num. 804, Legge 31/05/1995 num. 218 art. 3 com. 2 CORTE COST., Tratt. Internaz. 27/09/1968 art. 5, Regolam. Comunitario del 2001 num. 44 art. 5 n. 3

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)