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Sez. L, Sentenza n. 2335 del 11/04/1984 (Rv. 434372 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - CONTROVERSIE - PROVA - IN GENERE - DICHIARAZIONI DI FATTI A SÈ SFAVOREVOLI RESE DA UN IMPRENDITORE AD UN ENTE PREVIDENZIALE O AD UN ISPETTORE DEL LAVORO ESERCITANTE COMPITI DI POLIZIA AMMINISTRATIVA O GIUDIZIARIA - CONFESSIONE STRAGIUDIZIALE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE.*
Stato
decisa il 1984-04-11
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/434372-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - CONTROVERSIE - PROVA - IN GENERE - DICHIARAZIONI DI FATTI A SÈ SFAVOREVOLI RESE DA UN IMPRENDITORE AD UN ENTE PREVIDENZIALE O AD UN ISPETTORE DEL LAVORO ESERCITANTE COMPITI DI POLIZIA AMMINISTRATIVA O GIUDIZIARIA - CONFESSIONE STRAGIUDIZIALE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE.*

Le dichiarazioni di fatti sfavorevoli a sè che un imprenditore rende ad un ente previdenziale o ad un ispettore del lavoro esercitante compiti di polizia amministrativa o giudiziaria non costituiscono confessione stragiudiziale, con piena efficacia probatoria nei rapporti con i dipendenti dell'imprenditore medesimo, sia perché il destinatario delle dichiarazioni agisce quale organo della pubblica amministrazione e quindi non in rappresentanza di interessi privati, sia perché lo specifico scopo delle dichiarazioni stesse esclude la configurabilità dell'animus confitendi. (V 1244/83, mass n 426026; (V 826/83, mass n 425576; (Conf 1146/77, mass n 384807).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2735

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)