Sez. 1, Sentenza n. 9868 del 28/04/2006 (Rv. 588784 - 01)
COMUNE - DEMANIO COMUNALE - IN GENERE | Cessione di area al comune con prosecuzione dell'uso esclusivo, da parte del cedente, di tratti di suolo acquisiti al demanio comunale - Presupposto per l'assoggettamento al canone cosiddetto ricognitivo o ricognitorio per occupazione di suolo pubblico e, in seguito, al canone per occupazione di spazi e aree pubbliche (c.o.s.a.p.) - Sussistenza - Fondamento - Occupazione comportante effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico - Priorità temporale della occupazione dell'area, rispetto alla acquisizione al demanio pubblico - Irrilevanza.
COMUNE - DEMANIO COMUNALE - IN GENERE
Il presupposto per la pretesa di corresponsione del canone cosiddetto ricognitorio o ricognitivo per occupazione di suolo pubblico, avente valenza dominicale e natura non tributaria ma accessiva a rapporto contrattuale o ad atto amministrativo, così come del canone per occupazione di spazi e aree pubbliche (c.o.s.a.p.) di cui all'art. 63 d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche, va individuato nell'occupazione che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico. Ne deriva che, in caso di cessione di area al demanio comunale sulla quale il privato cedente continui di fatto a fruire di spazi e opere, si verifica il presupposto del canone, in quanto si è realizzata la limitazione dell'uso pubblico, irrilevante essendo la priorità temporale della occupazione dell'area rispetto alla sua acquisizione al demanio pubblico; in tale ipotesi, infatti, il protrarsi della occupazione, dopo l'acquisizione alla mano pubblica, integra pacificamente il presupposto dell'applicazione del canone, se l'occupazione stessa non è accompagnata da un altro titolo che la sottragga alla relativa pretesa.
Riferimenti normativi: Legge 15/12/1997 num. 446 art. 63, Legge 23/12/1998 num. 448 art. 31 CORTE COST. PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)