Sez. 6, Sentenza n. 7766 del 09/12/2002 Cc. (dep. 17/02/2003) Rv. 223959 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - IN GENERE | Tardiva adozione della motivazione della sentenza - Non incidenza sull'efficacia della sentenza - Irrilevanza ai fini della configurabilità del reato.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - IN GENERE
Ai fini della configurazione del reato di rifiuto di atti d'ufficio, nella condotta del giudice che non depositi le motivazioni delle sentenze penali nei termini previsti dalla legge, è indifferente che la tardiva adozione della motivazione non incida sull'efficacia della sentenza, in quanto il ritardo del giudice comunque influisce negativamente su beni costituzionalmente protetti, in particolare sulla ragionevole durata del processo, posto che la parte interessata non viene neppure messa in condizione di impugnare la decisione, sul diritto di difesa, che rimane paralizzato a causa della protratta e ingiustificata inerzia del giudice, con riflessi negativi sulla situazione sostanziale del soggetto interessato e, infine, sulla stessa potestà punitiva dello Stato, in relazione all'esercizio dell'azione penale, che rischia di essere vanificata dal decorso del termine di prescrizione del reato (nel caso di specie, l'omissione riguardava il deposito di motivazioni relative a n. 277 sentenze, pronunciate nel corso di quasi due anni).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 328 com. 1, Costituzione art. 24, Costituzione art. 11 com. 2, Costituzione art. 112
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)