Sez. 6, Sentenza n. 9357 del 02/10/1997 Ud. (dep. 16/10/1997) Rv. 209767 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Sostituzione dell'art. 323 cod. pen. ad opera della legge 16 luglio 1997, n. 234 - Elemento soggettivo del reato - Dolo diretto - Necessità ai fini della configurabilità del reato - Sussistenza - Sufficienza del dolo eventuale - Esclusione.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE
In tema di elemento soggettivo del reato di abuso di ufficio di cui all'art. 323 cod. pen., nel testo sostituito dall'art. 1 della legge 16 luglio 1997, n. 234, è richiesta la presenza del dolo diretto, come si ricava dalla espressione "intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale", non essendo sufficiente dunque a integrare tale elemento il dolo eventuale. (Conf., Cass., sez. VI, sent. n. 00026, 14 gennaio 1998, Branciforte ed altro e Cass., sez. Vi, sent. n. 1834, 22 dicembre 1997, Urso ed altri, entrambe in corso di massimazione).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Legge 16/07/1997 num. 234 art. 1 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)