Sez. 3, Sentenza n. 177 del 10/01/1984 (Rv. 432429 - 01)
CONTRATTI AGRARI - DIRITTO DI PRELAZIONE - DIRITTO DI RISCATTO - PREZZO DOVUTO DAL RETRAENTE AL RETRATTATO - RIVALUTAZIONE - ESCLUSIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DEGLI ARTT. 8 LEGGE N. 590 DEL 1965 E 7 LEGGE N. 817 DEL 1971, IN RELAZIONE ALLA DIVERSA DISCIPLINA PREVISTA NELLA LEGGE N. 265 DEL 1976 - MANIFESTA INFONDATEZZA.*
CONTRATTI AGRARI - DIRITTO DI PRELAZIONE - DIRITTO DI RISCATTO - PREZZO DOVUTO DAL RETRAENTE AL RETRATTATO - RIVALUTAZIONE - ESCLUSIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DEGLI ARTT. 8 LEGGE N. 590 DEL 1965 E 7 LEGGE N. 817 DEL 1971, IN RELAZIONE ALLA DIVERSA DISCIPLINA PREVISTA NELLA LEGGE N. 265 DEL 1976 - MANIFESTA INFONDATEZZA.*
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 cost., degli artt. 8 della legge n. 590 del 1965 e 7 della legge n. 817 del 1971, nella parte in cui non prevedono la possibilità di rivalutazione del prezzo dovuto dal retraente al retrattato, mentre detta possibilità è prevista dal secondo capoverso dell'articolo unico della legge 10 maggio 1976 n. 265 nel caso di alienazione a titolo oneroso di fondi rustici (intervenuta prima dell'entrata in vigore della stessa legge) da parte di enti pubblici o di fondazioni o di enti similari e di conseguente Esercizio del diritto di riscatto spettante allo affittuario coltivatore diretto (anche se non dedito abitualmente alla coltivazione della terra), in quanto la legge n. 265 del 1976 - ove il riconoscimento della rivalutazione in questione è in correlazione con l'attribuzione del diritto di riscatto a distanza di tempo dalla stipulazione della compravendita e senza la previa violazione del diritto di prelazione - attiene a situazioni diverse da quelle considerate nelle riferite norme, tali da giustificare ragionevolmente una disciplina differenziata.*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 3 CORTE COST., Legge 26/05/1965 num. 590 art. 8 CORTE COST., Legge 14/08/1971 num. 817 art. 7 CORTE COST., Legge 10/05/1976 num. 265
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)