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Sez. 5, Sentenza n. 8043 del 02/05/1983 Ud. (dep. 08/10/1983) Rv. 160491 - 01

SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - CONTESTAZIONE DI CORRUZIONE PROPRIA PASSIVA - CONDANNA PER ABUSO INNOMINATO DI ATTI DI UFFICIO - FATTO DIVERSO - ESCLUSIONE.*
Stato
decisa il 1983-05-02
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/160491-01

SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - CONTESTAZIONE DI CORRUZIONE PROPRIA PASSIVA - CONDANNA PER ABUSO INNOMINATO DI ATTI DI UFFICIO - FATTO DIVERSO - ESCLUSIONE.*

La correlazione tra accusa e sentenza è osservata, allorché il fatto ritenuto in sentenza rimane identico a quello descritto nel capo di imputazione. Questa identità si verifica anche se nella decisione il fatto stesso risulti di intensità o di contenuto minori, con relativo adeguamento del nomen iuris alla realtà processuale. Ne consegue che si verifica la suddetta correlazione anche se viene contestato un abuso nominato di Atti di ufficio, quale la corruzione propria passiva, poiché in esso è necessariamente compresa la contestazione del fatto che sta a base dell'abuso innominato per cui l'imputato viene dichiarato colpevole. (V mass n 159845, sulla prima parte della massima).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 319 PENDENTE, Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Cod. Proc. Pen. art. 477

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)