Sez. 1, Sentenza n. 7949 del 29/03/2013 (Rv. 626088 - 01)
ELEZIONI - ELETTORATO - PASSIVO - IN GENERE (INELEGGIBILITÀ) | Sindaco - Terzo mandato - Divieto - Condizioni - Fondamento - Applicabilità analogica od estensiva ad altre ipotesi - Esclusione.
ELEZIONI - ELETTORATO - PASSIVO - IN GENERE (INELEGGIBILITÀ)
In materia elettorale, il divieto di terzo mandato sindacale, previsto dall'art. 51, comma 2, del T.U.E.L., presuppone l'assoluta coincidenza degli elementi distintivi, mirando ad assicurare nelle elezioni al governo locale, caratterizzate da prossimità tra l'eletto e la comunità locale, la tutela della "par condicio", suscettibile di essere alterata da rendite di posizione. Ne consegue che la "carica di sindaco" può essere qualificata "medesima" soltanto quando sia stata esercitata nei confronti della medesima popolazione e del medesimo territorio comunale, dovendosi escludere l'ammissibilità di applicazioni analogiche od estensive ad altre ipotesi, trattandosi di norma limitatrice del diritto di elettorato passivo.
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 18/08/2000 num. 267 art. 51 com. 2, Costituzione art. 51
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)