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Sez. 6 - , Sentenza n. 50081 del 08/02/2018 Ud. (dep. 06/11/2018) Rv. 274810 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - IN GENERE | Corruzione - Induzione indebita - Distinzione - Rilevanza dell'iniziativa assunta dal pubblico agente - Esclusione - Accordo corruttivo raggiunto in condizioni di parità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2018-02-08
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/274810-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - IN GENERE

Integra il reato di corruzione, e non quello di induzione indebita, la dazione di utilità da parte del legale rappresentante di società affidataria del servizio di riscossione dei tributi al responsabile del servizio finanziario dell'ente comunale, finalizzata ad ottenere un trattamento di favore in vista dell'imminente scadenza del contratto d'appalto e dell'indizione della nuova gara. (In motivazione, la Corte ha precisato che, ai fini della qualificazione del reato, non rileva la circostanza che sia stato il pubblico agente ad assumere l'iniziativa di chiedere il versamento di denaro, attesa nella specie l'instaurazione tra le parti di un rapporto paritario, nell'ambito del quale il privato ha acconsentito all'accordo corruttivo per ragioni di mera convenienza, senza essere stato in alcun modo indotto od intimorito dal pubblico agente).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 319 PENDENTE, Cod. Pen. art. 319 quater

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)