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Sez. 1, Sentenza n. 1411 del 14/01/1997 Ud. (dep. 15/02/1997) Rv. 206758 - 01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI | Omicidio commesso come reazione a minacce prive di reale efficacia intimidatrice, pronunciate in occasione di banale litigio - Aggravante del motivo futile - Configurabilità.
Stato
decisa il 1997-01-14
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/206758-01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI

È configurabile la circostanza aggravante del motivo futile nel caso di un omicidio commesso come reazione immediata anche ad espressioni minacciose provenienti dalla vittima quando tali espressioni, per il contesto nel quale vengono formulate e per la personalità del soggetto dal quale provengono, non presentino, "ictu oculi", alcuna reale efficacia intimidatrice ma si appalesino piuttosto come manifestazione meramente verbale di generica ostilità, quale facilmente verificabile - come nella specie - nel corso di banali e occasionali litigi.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 n. 1, Cod. Pen. art. 575, Cod. Pen. art. 576 com. 1 n. 2

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)