Sez. 1, Sentenza n. 2784 del 14/12/1993 Ud. (dep. 05/03/1994) Rv. 198588 - 01
Reato - Circostanze - Attenuanti comuni - Provocazione | Adeguatezza della reazione all'offesa - Valutazione con riferimento alla condotta ultima della persona oggetto dell'azione delittuosa - Esclusione - Valutazione di tutti gli atti aggressivi succedutisi nel tempo - Necessità - Fattispecie: annullamento di diniego.
Reato - Circostanze - Attenuanti comuni - Provocazione
Ai fini del riconoscimento della circostanza attenuante della provocazione, per stabilire l'adeguatezza psicologica della condotta alla afflizione determinata nell'agente dall'altrui comportamento, il giudice di merito non può limitare l'esame alla condotta ultima della persona oggetto dell'azione delittuosa, ma deve considerare tutta l'eventuale serie di atti contrari a norme giuridiche o a regole primarie di convivenza che si siano succeduti nel tempo ad accertare se questi siano stati idonei, sul piano causale, a potenziare "per accumulo" la carica afflittiva di ingiusta lesione dei diritti dell'offeso e tali da assumere rilevanza nel rapporto causale offesa-reazione. (Fattispecie relativa ad annullamento con rinvio di sentenza che aveva escluso l'attenuante della provocazione per sproporzione tra fatto ingiusto altrui ed azione omicidiale).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 62 n. 2, Cod. Pen. art. 575
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)