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Sez. 1, Sentenza n. 8918 del 04/06/2012 (Rv. 622859 - 01)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - DETERMINAZIONE (STIMA) - IN GENERE | Asservimento di un'area di sedime sulla quale insiste un fabbricato o asservimento di quest'ultimo - Indennità di esproprio o di asservimento - Distinzione tra valore dell'edificio e valore dell'area di sedime - Esclusione - Fondamento.
Stato
decisa il 2012-06-04
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/622859-01

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - DETERMINAZIONE (STIMA) - IN GENERE

Nel caso in cui l'espropriazione abbia ad oggetto una costruzione, l'indennità di esproprio va determinata in modo unitario sulla base del valore venale dell'edificio, a norma dell'art. 39 della legge n. 2359 del 1865, senza possibilità di distinguere tra valore dell'edificio e valore dell'area di sedime su cui lo stesso sorge (analogamente in caso di asservimento di un'area di sedime sulla quale insiste un fabbricato ovvero di asservimento di quest'ultimo), e ciò perché, una volta realizzata la costruzione, il suolo in essa incorporato perde la propria individualità in quanto a questa connesso e costituente parte integrante di un tutto, che non può sussistere senza di esso e non è, quindi, valutabile separatamente (fatta eccezione per l'ipotesi della proprietà superficiaria). Ne consegue che, in presenza di un'opera edilizia avente un proprio valore e un proprio regime giuridico in cui anche il suolo sottostante è compreso, tale cosa composta inglobante l'area fruisce inscindibilmente del criterio indennitario collegato al suo complessivo valore di mercato.

Riferimenti normativi: Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 39

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)