Sez. 6, Sentenza n. 13274 del 03/04/2025 Cc. (dep. 04/04/2025) Rv. 287965-01
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE | Mandato di arresto europeo processuale - Tutela avverso il provvedimento di arresto interno emesso dallo Stato di emissione - Esercizio successivo alla consegna - Legittimità - Ragioni - Fattispecie.
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE
In tema di mandato di arresto europeo, il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva - come interpretato dalla Corte di giustizia dell'Unione Europea con sentenza 28 gennaio 2021, C-649/19, IR - presuppone, nel caso di mandato emesso ai fini dell'esercizio di un'azione penale, l'avvenuta consegna della persona interessata alle autorità competenti dello Stato membro emittente, posto che solo da tale momento, ai sensi della Direttiva europea 2012/13, è acquisita la qualità di imputato con i diritti connessi a tale qualità (e a quella di indagato), sicché, nella fase precedente, sono sufficienti a garantire il diritto di difesa avverso il provvedimento custodiale emesso dallo Stato richiedente le informazioni inserite nell'euromandato, riguardanti la natura e la qualificazione giuridica del reato, la descrizione delle circostanze, del momento e del luogo della sua commissione, nonché del grado di partecipazione della persona ricercata. (Nella specie, la Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso con cui la persona richiesta in consegna lamentava la violazione di diritti fondamentali, per non avere avuto cognizione del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale finlandese e dei rimedi esperibili).
Legge 22/04/2005 num. 69 art. 2, Legge 22/04/2005 num. 69 art. 6, Decisione Consiglio CEE 13/06/2002 num. 584 all. GAI, Direttive del Consiglio CEE 22/05/2012 num. 13 art. 4, Direttive del Consiglio CEE 22/05/2012 num. 13 art. 6, Direttive del Consiglio CEE 22/05/2012 num. 13 art. 7, Legge 22/04/2005 num. 69 art. 17
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)