Sez. 6, Sentenza n. 338 del 20/06/1973 Ud. (dep. 16/01/1974) Rv. 125964 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - APOSTROFATO CON L'EPITETO 'FASCISTÀ - SUSSISTENZA DEL REATO - INTENZIONE DELL'AGENTE DI OFFENDERE LA FUNZIONE E NON IL PUBBLICO UFFICIALE - IRRILEVANZA.*
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - OLTRAGGIO - A PUBBLICO UFFICIALE O IMPIEGATO - APOSTROFATO CON L'EPITETO 'FASCISTÀ - SUSSISTENZA DEL REATO - INTENZIONE DELL'AGENTE DI OFFENDERE LA FUNZIONE E NON IL PUBBLICO UFFICIALE - IRRILEVANZA.*
Il delitto di oltraggio non e escluso dal fine propostosi dall'agente di offendere la funzione svolta dal pubblico ufficiale e non il pubblico ufficiale stesso, essendo questi necessariamente leso nel suo prestigio quando la funzione da lui espletata sia fatta oggetto di ingiuriosi apprezzamenti. (nel caso di specie l'imputato aveva apostrofato un Commissario di pubblica sicurezza, con l'epiteto 'fascistà ).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 341 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)