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Sez. 1, Sentenza n. 4525 del 11/08/1982 (Rv. 422503 - 01)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - DETERMINAZIONE (STIMA) - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITÀ DELL'ART. 39 LEGGE N. 2359 DEL 1865, CONCERNENTE LA DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ ESPROPRIATIVA SECONDO IL GIUSTO PREZZO DELL'IMMOBILE IN UNA LIBERA CONTRATTAZIONE DI COMPRAVENDITA - MANIFESTA INFONDATEZZA.*
Stato
decisa il 1982-08-11
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/422503-01

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - DETERMINAZIONE (STIMA) - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITÀ DELL'ART. 39 LEGGE N. 2359 DEL 1865, CONCERNENTE LA DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ ESPROPRIATIVA SECONDO IL GIUSTO PREZZO DELL'IMMOBILE IN UNA LIBERA CONTRATTAZIONE DI COMPRAVENDITA - MANIFESTA INFONDATEZZA.*

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 39 della legge 25 giugno 1865 n. 2359, là dove dispone che l'indennità espropriativa deve consistere nel giusto prezzo dell'immobile in una libera contrattazione di compravendita, sollevata in riferimento all'art. 42, terzo comma, cost., in quanto quest'ultima norma consente, ma non impone, la Determinazione dell'indennizzo dovuto in ipotesi di espropriazione per pubblico interesse in misura inferiore al valore venale, sicché la legge che commisuri l'indennizzo a tale valore non viola il precetto costituzionale, la cui inosservanza, invece, si configura solo quando l'indennizzo predetto venga stabilito dalla legge in misura del tutto irrisoria o sperequata, in modo da presentarsi meramente apparente o simbolico.*

Riferimenti normativi: Costituzione art. 42, Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 39

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)