Sez. L, Sentenza n. 1248 del 09/03/1989 (Rv. 462119 - 01)
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - "ULTRA" ED "EXTRA PETITA" - CONFIGURABILITÀ - ESTREMI - FATTISPECIE RELATIVA AD ACCERTAMENTO NEGATIVO DEL DIRITTO ALLA QUALIFICA DI CAPO SERVIZIO E AD ATTRIBUZIONE DEL TRATTAMENTO RETRIBUTIVO CORRISPONDENTE A MANSIONI MINORI IMPLICITAMENTE RICHIESTE.*
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - "ULTRA" ED "EXTRA PETITA" - CONFIGURABILITÀ - ESTREMI - FATTISPECIE RELATIVA AD ACCERTAMENTO NEGATIVO DEL DIRITTO ALLA QUALIFICA DI CAPO SERVIZIO E AD ATTRIBUZIONE DEL TRATTAMENTO RETRIBUTIVO CORRISPONDENTE A MANSIONI MINORI IMPLICITAMENTE RICHIESTE.*
Nell'interpretazione della domanda il giudice non deve arrestarsi alla formulazione letterale delle deduzioni e richieste contenute nell'atto processuale, ma deve aver riguardo al loro contenuto sostanziale ed all'intento perseguito dalla parte. Conseguentemente, il vizio di ultrapetizione sussiste quando il giudice attribuisce alla parte un bene maggiore di quello richiesto, o un bene non richiesto, e non anche quando accoglie una domanda che, pur non essendo espressamente formulata, sia implicitamente contenuta nella pretesa fatta valere in giudizio ovvero quando, nel determinare lo ambito della domanda, tiene conto anche delle deduzioni consistenti nella formulazione di mezzi istruttori diretti a provare il fatto costitutivo della domanda stessa. (nella specie, è stata giudicata immune dal vizio suddetto la statuizione dell'impugnata sentenza, che, disattendendo la domanda della lavoratrice volta a conseguire la qualifica di capo servizio, le aveva però attribuito il trattamento retributivo corrispondente alle mansioni di inviato speciale, di minore contenuto, ed implicitamente proposto. (Conf 2857/87, mass n 451980, sulla prima parte; (Conf 1139/84, mass n 432278, sulla seconda parte).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 112
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)