Sez. L, Sentenza n. 2857 del 24/03/1987 (Rv. 451980 - 01)
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA - INDIVIDUAZIONE DEL CONTENUTO DELLA DOMANDA - CRITERI - FATTISPECIE IN TEMA DI LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE E SUCCESSIVA REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO.*
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA - INDIVIDUAZIONE DEL CONTENUTO DELLA DOMANDA - CRITERI - FATTISPECIE IN TEMA DI LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE E SUCCESSIVA REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO.*
Nell'interpretazione della domanda, il giudice non deve arrestarsi alla formulazione letterale delle deduzioni e richieste contenute nell'atto processuale, ma deve aver riguardo al loro contenuto sostanziale ed all'intento perseguito dalla parte. (nella specie, i giudici del merito - con statuizione che la suprema Corte ha giudicato immune da vizi di ultrapetizione - avevano ritenuto che l'effettivo oggetto della domanda del lavoratore, del quale in un precedente giudizio era stata ordinata la reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi dell'art. 18 della legge n. 300 del 1970, fosse l'accertamento della inesistenza di una sua inottemperanza all'invito a riprendere servizio, sebbene il lavoratore, dolendosi del contrario assunto del datore di lavoro, avesse qualificato la lettera del medesimo come un nuovo licenziamento). (V 1139/84, mass n 433278; (V 4956/81, mass n 415727; (V 4779/81, mass n 415477).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 112, Legge 20/05/1970 num. 300 art. 18 CORTE COST. PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)