Sez. L, Sentenza n. 23707 del 21/07/2026 (Rv. 679615-01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - CONTRATTO COLLETTIVO - DISCIPLINA (EFFICACIA) - CONSUETUDINI ED USI | Uso aziendale - Idoneità ad eliminare la normale assorbibilità dei superminimi individuali - Sussistenza - Vincolo "sine die" per la parte datoriale - Esclusione - Recesso datoriale dall’osservanza dell’uso aziendale - Condizioni - Manifestazione univoca della volontà datoriale - Necessità. LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - SCATTI DI ANZIANITA' - MINIMI SALARIALI - In genere.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - CONTRATTO COLLETTIVO - DISCIPLINA (EFFICACIA) - CONSUETUDINI ED USI
L'uso aziendale - consistente nella reiterazione spontanea, costante e generalizzata di un comportamento favorevole del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, che si traduca in trattamento economico o normativo di maggior favore - quale fonte sociale, vincolante nei confronti della collettività dei lavoratori dell'azienda, idonea a superare la regola dell'ordinaria assorbibilità del superminimo individuale, non è immodificabile, potendo il datore di lavoro recedere dallo stesso, analogamente a quanto avviene in presenza di un contratto collettivo privo di data di scadenza, mediante una manifestazione di volontà che, seppur a forma non vincolata, deve essere resa, anche ove si estrinsechi in comportamenti concludenti, in termini chiari ed univoci, in modo tale da essere immediatamente percepibile dalla platea dei lavoratori e portata a conoscenza della collettività interessata con modalità idonee, sicché non è sufficiente un comportamento che si traduca nel mero inadempimento degli obblighi da esso derivanti.
Cod. Civ. art. 1173, Cod. Civ. art. 1340, Cod. Civ. art. 1373, Cod. Civ. art. 1374, Cod. Civ. art. 2077
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)