Sez. 2, Sentenza n. 2741 del 04/05/1982 (Rv. 420614 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - CAPACITÀ - DI TESTARE - INCAPACITÀ - CASI - INCAPACI (NATURALI) DI INTENDERE E VOLERE NEL MOMENTO IN CUI FECERO TESTAMENTO - DISTINZIONI - ONERE PROBATORIO - INCIDENZA.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - CAPACITÀ - DI TESTARE - INCAPACITÀ - CASI - INCAPACI (NATURALI) DI INTENDERE E VOLERE NEL MOMENTO IN CUI FECERO TESTAMENTO - DISTINZIONI - ONERE PROBATORIO - INCIDENZA.*
In tema d'incapacità di disporre per testamento, in relazione all'art. 591 n. 3 cod. civ., occorre distinguere tra infermità tipica, permanente o abituale, e infermità mentale a carattere intermittente o ricorrente: nel primo caso, essendo l'incapacità lo stato normale del soggetto, essa si presume e spetta a colui che ha interesse a sostenere la validità del testamento provare che esso fu redatto in un momento di lucido intervallo; nel secondo caso (cui, tra l'altro, dà luogo - come nella specie - la "demenza arteriosclerotica"), essendo, invece la normalità rappresentata dall'alternarsi di periodi di capacità a periodi d'incapacità, non vi è fondamento logico per un'analoga presunzione, sicché colui che impugna il testamento ha l'Onere di provare che questo fu redatto in un momento d'incapacità d'intendere e di volere. (Conf 162/81, mass n 410560; (Conf 4997/78, mass n 394746; (Conf 526/75, mass n 373830; (Conf 2978/59).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 591 com. 3, Cod. Civ. art. 2697 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)