Sez. L, Sentenza n. 4239 del 03/03/2015 (Rv. 634584 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - IN GENERE | Pubblico impiego privatizzato - Principi di correttezza e buona fede - Violazione - Riferibilità a lesione di diritti soggettivi già esistenti - Necessità - Fondamento - Fattispecie.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - IN GENERE
In tema di pubblico impiego privatizzato, la violazione dei principi di correttezza di cui all'art. 1175 cod. civ. e buona fede di cui all'art. 1375 cod. civ. si configura solo nell'ipotesi in cui siano lesi diritti soggettivi già riconosciuti in base a norme di legge, riguardando le modalità di adempimento degli obblighi a tali diritti correlati, sicché le stesse regole non valgono, invece, a configurare obblighi aggiuntivi che non trovino, ai sensi dell'art. 1173 cod. civ., la loro fonte nel contratto, nel fatto illecito o in ogni altro atto o fatto idoneo a produrlo in conformità dell'ordinamento giuridico. (Nella specie, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha escluso la possibilità di rinvenire nei canoni generali di buona fede e correttezza il fondamento dell'obbligo dell'INAIL di procedere alla sollecita indizione della procedura per il conferimento degli incarichi di cui all'art. 72 del CCNL relativo ai dirigenti degli enti pubblici non economici, in quanto tale norma, a differenza dell'art. 52 dello stesso contratto, non stabilisce alcun termine per detto adempimento).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1173, Cod. Civ. art. 1175, Cod. Civ. art. 1375, Contr. Coll. 11/10/1996 art. 52, Contr. Coll. 11/10/1996 art. 72
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)