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Sez. L, Sentenza n. 4146 del 17/06/1988 (Rv. 459226 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI - DOMANDA DI PAGAMENTO DELLE INTEGRAZIONI - LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELL'INPS - CARATTERE ESCLUSIVO - DOMANDA PROPOSTA NEI CONFRONTI DEL DATORE DI LAVORO - INAMMISSIBILITÀ - RIGETTO - DIVIETO.*
Stato
decisa il 1988-06-17
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/459226-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI - DOMANDA DI PAGAMENTO DELLE INTEGRAZIONI - LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELL'INPS - CARATTERE ESCLUSIVO - DOMANDA PROPOSTA NEI CONFRONTI DEL DATORE DI LAVORO - INAMMISSIBILITÀ - RIGETTO - DIVIETO.*

Legittimato passivamente rispetto all'Azione per il pagamento delle integrazioni salariali, proposta dal lavoratore in cassa integrazione guadagni dopo il provvedimento autorizzativo della medesima (che ha natura costitutiva del diritto dei lavoratori all'integrazione e retroagisce fino al momento della sospensione del lavoro) non è il datore di lavoro - che è solo un mandatario ex lege per il pagamento del beneficio - ma l'i.N.P.S., in quanto titolare, dal lato passivo, del rapporto previdenziale. Pertanto, l'anzidetta domanda, proposta nei confronti del datore di lavoro anziché dell'istituto, dev'essere dal giudice dichiarata inammissibile, invece che rigettata nel merito, ove risulti dalla stessa prospettazione dell'attore la detta posizione del datore di lavoro e così la sua estraneità alla titolarità - dal lato passivo - del rapporto previdenziale, ricorrendo una ipotesi di difetto (dal lato passivo) di legitimatio ad causam e cioè un vizio che, in Mancanza di giudicato sul punto, è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio e pure in Sede di legittimità. (Conf 1039/88, mass n 457330).*

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 100 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST., Decr. Legge Luogoten. 09/11/1945 num. 788 art. 12, Legge 20/05/1975 num. 164 art. 1 CORTE COST., Legge 20/05/1975 num. 164 art. 7 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)