Sez. 3, Sentenza n. 1039 del 16/10/1984 Ud. (dep. 30/01/1985) Rv. 167634 - 01
REATI CONTRO LA MORALITÀ PUBBLICA E IL BUON COSTUME - DISPOSIZIONI COMUNI - DELITTO PERSEGUIBILE A QUERELA - CONNESSIONE CON DELITTO PERSEGUIBILE D'UFFICIO - PERSISTENZA DELLA PROCEDIBILITÀ - CASI - FATTISPECIE.*
REATI CONTRO LA MORALITÀ PUBBLICA E IL BUON COSTUME - DISPOSIZIONI COMUNI - DELITTO PERSEGUIBILE A QUERELA - CONNESSIONE CON DELITTO PERSEGUIBILE D'UFFICIO - PERSISTENZA DELLA PROCEDIBILITÀ - CASI - FATTISPECIE.*
La perseguibilità di ufficio dei delitti previsti dal capo i del titolo IX e dell'art. 530 cod. pen. per connessione (sostanziale e processuale) con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio viene meno soltanto quando sia dichiarata giudizialmente l'insussistenza del fatto e non quando sia dichiarato soltanto che il fatto non costituisce reato. (nella specie l'imputato assolto dal delitto di Atti osceni in luogo pubblico, con la formula "perché il fatto non costituisce reato" connesso sostanzialmente con i reati di ratto e violenza carnale, è stato condannato per questi ultimi delitti). (Conf mass n 162795).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 519 CORTE COST., Cod. Pen. art. 524 CORTE COST., Cod. Pen. art. 527 CORTE COST., Cod. Pen. art. 542 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)