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Sez. 6, Sentenza n. 4397 del 15/02/1996 Ud. (dep. 30/04/1996) Rv. 204507 - 01

Reati contro la pubblica amministrazione - Delitti - Dei pubblici ufficiali - In genere | Abuso di ufficio - Collusione tra privato e pubblico ufficiale - Prova - Possibilità di ricavarla dalla mera coincidenza tra la richiesta del privato e l'atto adottato - Esclusione.
Stato
decisa il 1996-02-15
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/204507-01

Reati contro la pubblica amministrazione - Delitti - Dei pubblici ufficiali - In genere

In tema di abuso di ufficio, la prova che un atto amministrativo è frutto di collusione tra privato e pubblico ufficiale non può essere dedotta dalla mera coincidenza tra la richiesta del privato e l'atto adottato, ma deve provenire da un "quid pluris", ricavabile dalle modalità e circostanze del fatto, dai rapporti personali intercorsi tra le parti o da altri elementi di contorno, che concretamente dimostrino che la presentazione della domanda è stata preceduta, accompagnata o seguita dalla conclusione di un'intesa con il pubblico ufficiale competente o, almeno, da qualche pressione diretta a sollecitarlo o persuaderlo al compimento dell'atto illegittimo.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)