Sez. 5, Sentenza n. 2425 del 07/12/1988 Ud. (dep. 19/02/1990) Rv. 183405 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGIONI FATTESI) - IN GENERE - VIOLENZA SULLE COSE O ALLE PERSONE - REATI CHE RESTANO ASSORBITI.*
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGIONI FATTESI) - IN GENERE - VIOLENZA SULLE COSE O ALLE PERSONE - REATI CHE RESTANO ASSORBITI.*
Nel reato di Esercizio arbitrario delle proprie ragioni restano assorbiti solo quei fatti che, pur costituendo di per se stessi reato, rappresentano elementi costitutivi del primo: tali sono il danneggiamento, rispetto all'ipotesi di cui all'art. 392 cod. pen., e le minacce o le semplici percosse, rispetto all'ipotesi di cui all'art. 393 stesso codice. Se la violenza eccede tali limiti, i reati in tal modo commessi danno luogo ad autonome responsabilità penali, concorrenti eventualmente col reato di ragion fattasi, ove sussista il dolo specifico proprio di quest'ultimo. (fattispecie in tema di sequestro di persona e lesioni consumati in danno del debitore, per ottenere l'adempimento dell'obbligazione). (V mass n 178535; (Conf mass n 146729; (Conf mass n 146208; (Conf mass n 137310).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 84, Cod. Pen. art. 392, Cod. Pen. art. 393
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)