Sez. 6, Sentenza n. 31760 del 05/06/2003 Ud. (dep. 28/07/2003) Rv. 226254 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - MORTE O LESIONE COME CONSEGUENZA DI ALTRO DELITTO | Sostanza stupefacente oggetto di successive cessioni - Morte dell'ultimo cessionario quale conseguenza non voluta dell'assunzione di droga - Nesso di causalità tra la prima cessione e la morte dell'assuntore - Sussistenza - Interruzione del nesso di causalità per effetto delle successive cessioni - Esclusione.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - MORTE O LESIONE COME CONSEGUENZA DI ALTRO DELITTO
Nell'ipotesi di successive cessioni di sostanza stupefacente, il nesso di causalità materiale tra la prima cessione e la morte dell'ultimo cessionario, sopraggiunta quale conseguenza non voluta dell'assunzione della droga, non è interrotto per effetto delle successive cessioni, né delle modalità in cui è avvenuta l'assunzione, trattandosi di fattori concausali sopravvenuti, non anormali o eccezionali, ma del tutto ragionevolmente prevedibili; pertanto, risponde del reato di cui agli artt. 586 e 589 cod. pen. non solo colui che ceduto direttamente alla vittima la sostanza, ma anche l'originario fornitore (nel caso di specie, la Corte ha escluso che l'assunzione di alcool, contestuale all'ingestione di cinque pasticche di ecstasy da parte della vittima, possa considerarsi una concausa sopravvenuta, non prevedibile e tale da interrompere il nesso causale tra prima cessione e l'evento morte).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 586, Testo Unico 09/10/1990 num. 309 art. 73 CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 589 CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 40, Cod. Pen. art. 41
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)