Sez. L, Sentenza n. 4201 del 16/07/1985 (Rv. 441700 - 01)
FONTI DEL DIRITTO - REGOLAMENTI - DI ENTI PUBBLICI - DI ORGANIZZAZIONE - STATUTI - VIGORE E FORZA COGENTE DI NORME GIURIDICHE DI DIRITTO OGGETTIVO - ESCLUSIONE - INTERPRETAZIONE E INDAGINE SUL LORO CONTENUTO ED EVENTUALE INOSSERVANZA - APPREZZAMENTO DI FATTO - INCENSURABILITÀ IN CASSAZIONE - LIMITI - FATTISPECIE RELATIVA A INTERPRETAZIONE DELLO STATUTO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELL'AGRO VERONESE.*
FONTI DEL DIRITTO - REGOLAMENTI - DI ENTI PUBBLICI - DI ORGANIZZAZIONE - STATUTI - VIGORE E FORZA COGENTE DI NORME GIURIDICHE DI DIRITTO OGGETTIVO - ESCLUSIONE - INTERPRETAZIONE E INDAGINE SUL LORO CONTENUTO ED EVENTUALE INOSSERVANZA - APPREZZAMENTO DI FATTO - INCENSURABILITÀ IN CASSAZIONE - LIMITI - FATTISPECIE RELATIVA A INTERPRETAZIONE DELLO STATUTO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELL'AGRO VERONESE.*
I regolamenti interni e di organizzazione nonché gli statuti degli enti pubblici esauriscono la loro efficacia e la loro operatività nell'ambito dell'attività interna degli enti medesimi, per cui, non potendo le norme di regolamento e di statuto assumere il vigore e la forza cogente di norme giuridiche (diritto oggettivo), la interpretazione di essi e l'indagine sul loro contenuto e sulla loro eventuale inosservanza costituisce apprezzamento di fatto, insindacabile in Sede di legittimità, se non sotto il profilo della violazione e falsa applicazione dei canoni legali di ermeneutica o sotto quello dei vizi di motivazione. (nella specie, la suprema Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione dell'impugnata sentenza, secondo cui la Competenza a deliberare la concessione di assegni retributivi al personale del consorzio di bonifica dell'agro veronese spettava alla deputazione amministrativa di tale ente, ai sensi degli artt. 25 e 28 lett. Z) dello statuto, anziché, ai sensi dell'art. 25 lett. G), al consiglio dei delegati). (V 6310/83, mass n 431051; (Conf 6651/81, mass n 417506).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST., DPR 23/06/1962 num. 947
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)