Sez. L, Sentenza n. 1959 del 24/02/1987 (Rv. 451269 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - A TEMPO DETERMINATO - IN GENERE - CONTROVERSIA PER LA CONVERSIONE DI UN RAPPORTO A TERMINE IN RAPPORTO A TEMPO INDETERMINATO - OGGETTO - ACCERTAMENTO DELL'INVALIDITÀ O DELL'INEFFICACIA DEL CONTRATTO A TERMINE - DISCIPLINA EX LEGGI N. 604 DEL 1966 E N. 300 DEL 1970 - APPLICABILITÀ - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO - INAMMISSIBILITÀ.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - A TEMPO DETERMINATO - IN GENERE - CONTROVERSIA PER LA CONVERSIONE DI UN RAPPORTO A TERMINE IN RAPPORTO A TEMPO INDETERMINATO - OGGETTO - ACCERTAMENTO DELL'INVALIDITÀ O DELL'INEFFICACIA DEL CONTRATTO A TERMINE - DISCIPLINA EX LEGGI N. 604 DEL 1966 E N. 300 DEL 1970 - APPLICABILITÀ - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO - INAMMISSIBILITÀ.*
Nella controversia promossa per ottenere la conversione di un rapporto di lavoro a termine in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, qualificandosi l'Azione esperita in base alla legge n. 230 del 1962 non come Azione di impugnazione di licenziamento bensì come Azione di nullità del contratto a termine per contrasto con norme imperative (art. 1418 cod. civ.), non sono applicabili, nel caso d'Invalidità o inefficacia del contratto a termine, le Disposizioni della legge 15 luglio 1966 n. 604 e dell'art. 18 della legge 20 maggio 1970 n. 300, con conseguente esclusione, in particolare, della possibilità di ordinare la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, ancorché la conversione del rapporto a termine nel rapporto a tempo indeterminato dia ugualmente al dipendente il diritto di riprendere il suo posto e di ottenere il risarcimento del danno qualora ciò gli venga negato. (Conf 1646/83, mass n 426489).*
Riferimenti normativi: Legge 18/04/1962 num. 230 art. 1, Legge 20/05/1970 num. 300 art. 18 CORTE COST. PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)