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Sez. U, Sentenza n. 24303 del 01/12/2010 (Rv. 615553 - 01)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - ESPROPRIAZIONI SPECIALI - ESPROPRIAZIONI PARZIALI | Art. 23 della legge n. 2359 del 1865 (abrogato dall'art. 58 del d.P.R. n. 327 del 2001) - Facoltà del proprietario di chiedere l'estensione del provvedimento ablativo alla residua frazione del bene - Natura - Interesse legittimo - Sussistenza - Giurisdizione del giudice ordinario - Esclusione - Diritto dell'espropriato a far valere, nel giudizio di opposizione alla stima, l'eventuale decremento di valore derivato alla frazione residua del bene dall'esecuzione dell'opera pubblica - Sussistenza.
Stato
decisa il 2010-12-01
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/615553-01

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - ESPROPRIAZIONI SPECIALI - ESPROPRIAZIONI PARZIALI

In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'art. 23 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 (abrogato dall'art. 58 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, a decorrere dal 30 giugno 2003; abrogazione ribadita dall'art. 24 del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133), accordando all'espropriato la facoltà di richiedere che l'espropriazione venga estesa alle frazioni residue dei beni non più suscettibili di un'utile destinazione, gli conferisce non già una posizione di diritto soggettivo, bensì di interesse legittimo, atteso il carattere discrezionale delle valutazioni necessarie per l'applicazione della menzionata disposizione normativa, la quale presuppone e richiede, oltre l'accertamento della solo parziale inclusione dei fondi nel piano d'esecuzione, anche la valutazione della loro inutilità in relazione alla estensione o della necessità di lavori considerevoli. Ne consegue che il giudice ordinario è carente del potere di conoscere sia dell'adempimento in forma specifica del preteso obbligo di estensione, che della connessa responsabilità risarcitoria della P.A. espropriante, mentre l'eventuale decremento di valore derivato alla frazione residua dall'esecuzione dell'opera pubblica può essere fatto valere dal proprietario solo in sede di opposizione alla stima, quale diritto ad un'indennità comprensiva del suddetto decremento.

Riferimenti normativi: Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 23, Legge 06/08/2008 num. 133 CORTE COST. PENDENTE, DPR 08/06/2001 num. 327 art. 58, Decreto Legge 25/06/2008 num. 112 art. 24

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)