Sez. 6, Sentenza n. 8851 del 13/03/1997 Ud. (dep. 01/10/1997) Rv. 209118 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Reato continuato e reato permanente - Interruzione della permanenza determinata da periodi di detenzione o da condanne - Continuazione tra condotte precedenti e successive alla condanna o alla detenzione - Possibilità - Fattispecie in tema di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso.
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE
Il vincolo della continuazione non è incompatibile con la commissione di reati permanenti la cui consumazione sia frammentata da eventi interruttivi costituiti da fasi di detenzione o da condanne. Se in genere è vero che eventi imprevedibili come la detenzione o la condanna determinano una frattura che impedisce il mantenimento dell'identità del disegno criminoso che caratterizza la continuazione, questo può non essere vero in contesti delinquenziali come quelli determinati dalle associazioni di stampo mafioso nei quali periodi di detenzione o condanne definitive sono accettate dai sodali come prevedibili eventualità. In tali casi il vincolo della continuazione non è incompatibile con un reato ontologicamente unico, come quello di appartenenza ad una associazione di stampo mafioso, quando il segmento della condotta associativa successiva all'evento interruttivo trova la sua spinta psicologica nel pregresso accordo per il sodalizio.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)