Sez. 1, Sentenza n. 38486 del 19/05/2011 Cc. (dep. 25/10/2011) Rv. 251364 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Reato continuato e reato permanente - Periodi di detenzione o da condanne - Interruzione della permanenza - Continuazione tra condotte precedenti e successive alla condanna o alla detenzione - Possibilità - Fattispecie. .
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE
Il principio secondo cui l'identità del disegno criminoso del reato continuato viene meno per fatti imprevedibili come la detenzione o la condanna non si può automaticamente applicare a contesti delinquenziali, come quelli determinati dalle associazioni mafiose, nei quali detenzioni e condanne definitive sono accettate come prevedibili eventualità, sicché, in tali casi, il vincolo della continuazione non è incompatibile con un reato permanente, ontologicamente unico, come quello di appartenenza ad un'associazione di stampo mafioso, quando il segmento della condotta associativa successiva ad un evento interruttivo - costituito da fasi di detenzione o da condanne - trovi la sua spinta psicologica nel pregresso accordo per il sodalizio.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 bis CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)