Sez. 1, Sentenza n. 23308 del 18/11/2014 Ud. (dep. 29/05/2015) Rv. 263602 - 01
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI | Rapporti con il motivo di lucro - Fattispecie.
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI
In materia di circostanze aggravanti, il motivo di lucro, di per sé, non si identifica con il motivo abietto, ma diventa tale in tutti quei casi in cui, rivelando una particolare perversità e bassezza d'animo dell'agente, trae occasione da azioni e prestazioni immorali. (Fattispecie in cui la Corte ha giudicato immune da vizi la sentenza impugnata che, pronunciando condanna per i reati di omicidio premeditato ed occultamento di cadavere, aveva ritenuto l'aggravante dei motivi abietti a carico degli esecutori materiali dei fatti delittuosi, in quanto gli stessi avevano ucciso la vittima al solo fine di ricevere la ricompensa promessa dal mandante).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 com. 1 n. 1, Cod. Pen. art. 575, Cod. Pen. art. 577
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)