Sez. 3, Sentenza n. 33049 del 10/05/2017 Ud. (dep. 07/07/2017) Rv. 270643 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - FATTO COMMESSO NEI CONFRONTI DI UFFICIALI O AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA OVVERO DI PUBBLICA SICUREZZA | Violenza idonea ad annullare la volontà del soggetto passivo - Valutazione - Criteri - Coartazione della volontà - Stato di diminuita resistenza della vittima - Sufficienza - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - FATTO COMMESSO NEI CONFRONTI DI UFFICIALI O AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA OVVERO DI PUBBLICA SICUREZZA
In tema di reati sessuali, l'idoneità della violenza o della minaccia a coartare la volontà della vittima non va esaminata secondo criteri astratti e aprioristici, ma valorizzando in concreto ogni circostanza oggettiva e soggettiva, sicché essa può sussistere anche in relazione ad una minaccia o intimidazione psicologica attuata in situazioni tali da influire negativamente sul processo mentale di libera determinazione della vittima, senza necessità di protrazione nel corso della successiva fase esecutiva. (Nella fattispecie, la persona offesa, picchiata con calci e pugni dal convivente, era fuggita di casa; tornata dopo circa quindici minuti, era stata di nuovo malmenata, situazione che l'aveva indotta a spogliarsi ed a consentire, per evitare conseguenze lesive ulteriori, ad accettare rapporti sessuali contro la sua volontà).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 609 bis CORTE COST. PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)