Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4878 del 19/02/2019 (Rv. 653138 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - PATRIMONIALE E NON PATRIMONIALE (DANNI MORALI) | Congiunta attribuzione del danno biologico e dei danni rappresentati dalla sofferenza interiore – Duplicazione risarcitoria – Esclusione - Autonoma valutazione e liquidazione - Necessità.
RISARCIMENTO DEL DANNO - PATRIMONIALE E NON PATRIMONIALE (DANNI MORALI)
In tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del risarcimento del "danno biologico", quale pregiudizio che esplica incidenza sulla vita quotidiana e sulle attività dinamico-relazionali del soggetto, e di un'ulteriore somma a titolo di ristoro del pregiudizio rappresentato dalla sofferenza interiore (c.d. danno morale, "sub specie" di dolore dell'animo, vergogna, disistima di sé, paura, disperazione), con la conseguenza che, ove dedotto e provato, tale ultimo danno deve formare oggetto di separata valutazione e liquidazione.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST., Costituzione art. 32, Cod. Pen. art. 185, Decreto Legisl. 07/09/2005 num. 209 art. 138, Decreto Legisl. 07/09/2005 num. 209 art. 139, Cod. Civ. art. 1226, Costituzione art. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)