Sez. L, Sentenza n. 4957 del 01/08/1986 (Rv. 447636 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - MALATTIE EX ART. 32 COST. - ESTREMI - LAVORATORE ASSENTE PER MALATTIA SORPRESO NELLO SVOLGIMENTO DI ALTRE ATTIVITÀ - DIMOSTRAZIONE DELLA COMPATIBILITÀ DI TALI ATTIVITÀ CON LA MALATTIA IMPEDITIVA DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA - ONERE DEL LAVORATORE MEDESIMO.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - MALATTIE EX ART. 32 COST. - ESTREMI - LAVORATORE ASSENTE PER MALATTIA SORPRESO NELLO SVOLGIMENTO DI ALTRE ATTIVITÀ - DIMOSTRAZIONE DELLA COMPATIBILITÀ DI TALI ATTIVITÀ CON LA MALATTIA IMPEDITIVA DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA - ONERE DEL LAVORATORE MEDESIMO.*
Anche alla stregua del concetto di malattia desumibile dall'art. 32 cost., la malattia considerata dall'art. 2110 cod. civ. - che, in deroga ai principi generali, riversa entro certi limiti sul datore di lavoro il rischio della temporanea impossibilità lavorativa - va intesa non come stato che comporti l'impossibilità assoluta di svolgere qualsiasi lavoro, ma come stato impeditivo delle normali prestazioni lavorative del dipendente; consegue che, nel caso di un lavoratore assente per malattia il quale sia stato sorpreso nello svolgimento di altre attività, spetta a tale lavoratore, secondo il principio sulla distribuzione dell'Onere della prova, dimostrare la compatibilità di dette attività con la malattia impeditiva della prestazione lavorativa (e, quindi, la loro inidoneità a pregiudicare il recupero delle normali energie lavorative), restando la relativa valutazione riservata al giudice del merito all'esito di un accertamento da svolgersi non in astratto ma in concreto. (V 5968/84, mass n 437635).*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 32, Cod. Civ. art. 2110 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2697 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)