Sez. 1, Sentenza n. 5282 del 25/09/1997 Cc. (dep. 13/11/1997) Rv. 208801 - 01
IMPUTATO (COD. PROC. PEN. 1988) - DICHIARAZIONI - INDIZIANTI | Nei confronti di accusati di reati che non abbiano legame con quelli a carico del dichiarante - Utilizzazione - Legittimità.
IMPUTATO (COD. PROC. PEN. 1988) - DICHIARAZIONI - INDIZIANTI
La "ratio" che connota il divieto di utilizzazione delle dichiarazioni rese da persona che sin dall'inizio del suo esame avrebbe dovuto essere sentita come imputata o indagata, anche quando rende accuse nei confronti di terzi, è costituita dal diritto al silenzio, tutelato anticipatamente per evitare riflessi negativi derivanti al propalante da dichiarazioni accusatorie nei confronti di soggetti che si trovino in una situazione processuale (concorrenti, imputati o indagati per reato connesso o collegato) in vario modo legata alla propria. Tale ipotesi non ricorre quando l'accusato, nello stesso o in altro processo, debba rispondere di reati che non abbiano alcun legame con quelli a carico del dichiarante, che rispetto agli stessi sia in posizione di estraneità o comunque di indifferenza processuale, sicché la sua qualifica è quella di testimone.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 63 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 63 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 192 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 192 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 273 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 273 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)