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Sez. L, Sentenza n. 6646 del 13/06/1995 (Rv. 492830 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI | Determinazione della giusta retribuzione ex art. 36 Cost. - per un impiegato con mansioni direttive - Criteri - Riferimento alla retribuzione contrattuale dei dipendenti di altra organizzazione analoga con qualifica di dirigente - Ammissibilità - Condizioni - Diversa complessità della organizzazione sotto il profilo numerico - Irrilevanza.
Stato
decisa il 1995-06-13
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/492830-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI

Al fine di stabilire ai sensi dell'art. 36 Cost. la giusta retribuzione spettante a lavoratore (nella specie: dipendente da un patronato sindacale di assistenza per i lavoratori) inquadrato come impiegato con mansioni direttive, il giudice di merito, nell'esercizio dei poteri equitativi che nella materia devono essergli riconosciuti, ben può-senza che ciò implichi l'affermazione di un insussistente principio costituzionale di parità della retribuzione a parità di mansioni-utilizzare come parametro la retribuzione contrattualmente prevista per i dipendenti di altra organizzazione analoga, con qualifica di dirigente, qualora accerti che le mansioni effettivamente svolte dal lavoratore corrispondano alla suddetta qualifica, non rivelando in contrario al maggiore complessità della suddetta organizzazione sotto il profilo numerico, in quanto inidonea a dimostrare di per sè una maggiore quantità od una superiore qualità del lavoro ivi svolto dal singolo dipendente.

Riferimenti normativi: Costituzione art. 36, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)