Sez. 2, Sentenza n. 2278 del 10/08/1963 (Rv. 263505 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - CRITERI - RICERCA DELLA VOLONTA EFFETTIVA DEL TESTATORE - PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE DELL'ATTO.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - CRITERI - RICERCA DELLA VOLONTA EFFETTIVA DEL TESTATORE - PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE DELL'ATTO.*
Nella interpretazione del testamento assumono particolare Rilevanza l'intento pratico del testatore ancorche non trovi preciso e puntuale riscontro nel significato letterale ed oggettivo delle espressioni usate e l'ulteriore criterio ermeneutico della conservazione il quale importa, data la complessita della disposizione, che si debba preferire l'interpretazione che, in armonia con la volonta del de cuius e con lo scopo pratico da lui perseguito consenta di attribuire Rilevanza e validita alle varie parti e clausole di essa. (V 1390/62).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Civ. art. 587, Cod. Civ. art. 1367
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)