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Sez. 6, Sentenza n. 6839 del 01/03/1999 Ud. (dep. 01/06/1999) Rv. 214310 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Fatti punibili ai sensi dell'art. 323 cod. pen. - Modifica introdotta dalla legge n. 234/97 - Successione di leggi penali - Norma più favorevole - Criteri di individuazione - Indicazione.
Stato
decisa il 1999-03-01
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/214310-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE

In tema di reato di abuso d'ufficio, il problema della successione della legge nel tempo in seguito alla novella dell'art. 323 cod. pen. introdotta dalla legge n. 234/97, deve essere ricondotto nell'ambito del principio di specialità e risolto attraverso l'accertamento degli elementi che designano la nuova fattispecie; e quindi che la condotta si sia sostanziata nella violazione di legge o di regolamento o nell'inosservanza del dovere di astensione, per di più posta in essere dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle funzioni o del servizio e che sia stato effettivamente procurato un vantaggio patrimoniale per sè o per altri, ovvero che sia stato arrecato ad altri un danno ingiusto. Ne consegue che, dovendosi scegliere l'applicazione della norma più favorevole, in presenza delle dette specificità si deve ritenere l'art. 323 cod. pen. da ultimo sostituito come l'unica norma applicabile.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Legge 16/07/1997 num. 234 CORTE COST., Cod. Pen. art. 2 CORTE COST., Cod. Pen. art. 15

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)