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Sez. L, Sentenza n. 1825 del 20/05/1976 (Rv. 380609 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - DOMANDA DI INTEGRAZIONE SULLA BASE DI DETERMINATI CONTRATTI COLLETTIVI - ADEGUAMENTO DELLA RETRIBUZIONE EX ART 36 COST - DOMANDA IMPLICITA - CONFIGURABILITA - CONSEGUENZE - PROPOSIZIONE NELLA COMPARSA CONCLUSIONALE O PER LA PRIMA VOLTA IN APPELLO - AMMISSIBILITA.*
Stato
decisa il 1976-05-20
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/380609-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - DOMANDA DI INTEGRAZIONE SULLA BASE DI DETERMINATI CONTRATTI COLLETTIVI - ADEGUAMENTO DELLA RETRIBUZIONE EX ART 36 COST - DOMANDA IMPLICITA - CONFIGURABILITA - CONSEGUENZE - PROPOSIZIONE NELLA COMPARSA CONCLUSIONALE O PER LA PRIMA VOLTA IN APPELLO - AMMISSIBILITA.*

Nella domanda con la quale il lavoratore abbia dedotto la insufficienza della retribuzione e ne abbia chiesto l'integrazione sulla base di determinati contratti collettivi, deve ritenersi implicita la richiesta di adeguamento della retribuzione medesima alla stregua dei principi dettati dall'art 36 primo comma della Costituzione. Da cio consegue che il giudice del merito, il quale ritenga inoperanti nella fattispecie i contratti collettivi invocati dall'attore, puo e deve esaminare il fondamento della domanda sotto il profilo del citato art 36 della Costituzione; consegue altresi che la richiesta di adeguamento della retribuzione in forza del precetto costituzionale, ove espressamente sollevata dall'attore solo con la comparsa conclusionale, o per la prima volta in appello, non puo ritenersi tardiva, od improponibile in secondo grado, ai sensi dell'art 345 primo comma cod proc civ, concretizzandosi in una semplice prospettazione di nuove ragioni giuridiche a fondamento dell'originaria pretesa di adeguamento della retribuzione. (V 2439/74, mass n 370840; (V 400/74, mass n 368101).*

Riferimenti normativi: Costituzione art. 36, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Proc. Civ. art. 345

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)