Sez. 1, Sentenza n. 542 del 20/01/1997 (Rv. 501865 - 01)
POSTE E RADIOTELECOMUNICAZIONI PUBBLICHE - SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE - IMPIANTI E CONCESSIONI - EMITTENTI PRIVATE | Gestori di impianti di radiodiffusione "autorizzati" in via temporanea "ex lege" 223 del 1990 - Violazione del divieto di interferire sulle bande di frequenza assegnate ai servizi di polizia o ad altri servizi pubblici - Sanzioni amministrative pecuniarie - Applicabilità.
POSTE E RADIOTELECOMUNICAZIONI PUBBLICHE - SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE - IMPIANTI E CONCESSIONI - EMITTENTI PRIVATE
Il divieto previsto dall'art. 1 della legge 8 aprile 1983, n. 110, di provocare, con impianti di telecomunicazione, emissioni, radiazioni o induzioni tali da compromettere sia il funzionamento dei servizi di radionavigazione sia la sicurezza delle operazioni di volo, (esteso dall'art.18 comma 3, della legge 6 agosto 1990 n.223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato, anche a tutela delle bande di frequenza assegnate ai servizi di polizia e agli altri servizi pubblici essenziali) trova applicazione per effetto di quanto stabilito dall'art. 33 della menzionata legge n. 223 del 1990 anche nei confronti dei soggetti autorizzati in via provvisoria a proseguire nell'esercizio di impianti per la radiodiffusione sonora ai sensi del precedente articolo 32 della stessa legge, atteso che a norma del primo comma del cit. art. 33 nei confronti di tali soggetti trovano, fra l'altro, applicazione le disposizioni sanzionatorie di cui al precedente articolo 31, il quale, a sua volta, nell'ottavo comma, fa specifico riferimento all'inosservanza delle disposizioni di cui al sopraindicato articolo 18 dettando, nei commi successivi, norme per l'irrogazione delle conseguenti sanzioni amministrative pecuniarie.
Riferimenti normativi: Legge 08/04/1983 num. 110 art. 1, Legge 08/04/1983 num. 110 art. 3, Legge 06/08/1990 num. 223 art. 18, Legge 06/08/1990 num. 223 art. 31 CORTE COST., Legge 06/08/1990 num. 223 art. 32 CORTE COST., Legge 06/08/1990 num. 223 art. 33
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)