Sez. U, Sentenza n. 3052 del 15/03/1993 (Rv. 481397 - 01)
Igiene e sanità pubblica - Servizio sanitario nazionale - Organizzazione territoriale - Unità sanitarie locali - Personale dipendente - A rapporto convenzionale - In genere | Domanda del medico convenzionato diretta a denunciare l'illegittimità di atti e provvedimenti incidenti su posizioni di diritto soggettivo - Devoluzione all'A.G.O. - Limiti.
Igiene e sanità pubblica - Servizio sanitario nazionale - Organizzazione territoriale - Unità sanitarie locali - Personale dipendente - A rapporto convenzionale - In genere
Il rapporto fra medici convenzionati ed unità sanitaria locale contemplato dall'art. 48 della legge n. 833 del 1978 integra un rapporto di prestazione d'opera professionale, da cui scaturiscono posizioni di diritto soggettivo che non possono essere affievolite per determinazione unilaterale della pubblica amministrazione. Ne consegue che la domanda proposta dal medico convenzionato, per denunciare l'illegittimità di atti e provvedimenti che (come, nella specie, quello di riduzione del massimale dei soggetti assistibili) incidano direttamente sulle anzidette posizioni di diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, cui compete l'eventuale disapplicazione degli atti denunciati, attenendo solo ai limiti interni di tale giurisdizione il divieto di condanna della p.a. ad un "facere".
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 409 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 4 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., Legge 23/12/1978 num. 833 art. 48 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)