Sez. 1, Sentenza n. 22350 del 02/11/2015 (Rv. 637696 - 01)
BENI - IMMATERIALI - IN GENERE | Marchio - Inserimento nella ditta o nell'insegna di parole facenti parte del marchio brevettato da altro imprenditore - Liceità - Utilizzazione delle medesime parole come marchio - Illegittimità.
BENI - IMMATERIALI - IN GENERE
In tema di marchio, poiché la ditta designa il nome sotto cui l'imprenditore esercita l'impresa, senza avere diretta attinenza con i prodotti fabbricati o venduti o con i servizi resi dall'imprenditore, in ciò distinguendosi dal marchio, è consentito che una impresa inserisca nella propria ditta una parola che già faccia parte del marchio di cui sia titolare altra impresa, anche quando entrambe operino nello stesso mercato, ma non è lecito utilizzare quella parola anche come marchio, in funzione della presentazione immediata, o mediata attraverso forme pubblicitarie, dei prodotti o servizi offerti.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2563, Cod. Civ. art. 2564, Cod. Civ. art. 2567, Cod. Civ. art. 2569, Cod. Civ. art. 2571, Regio Decr. 21/06/1942 num. 929 art. 13 CORTE COST., Regio Decr. 21/06/1942 num. 929 art. 14
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)