Sez. 2, Sentenza n. 5234 del 28/11/1994 Cc. (dep. 03/02/1995) Rv. 200343 - 01
Misure cautelari - Personali - Disposizioni generali - Condizioni di applicabilità - Gravi indizi di colpevolezza | Dichiarazioni accusatorie di coindagato - Riscontri esterni - Necessità - Esclusione - Limiti.
Misure cautelari - Personali - Disposizioni generali - Condizioni di applicabilità - Gravi indizi di colpevolezza
Perché le dichiarazioni accusatorie provenienti da un indagato dello stesso reato (o di reato connesso o collegato) assumano il carattere di grave indizio di colpevolezza, non è necessario, in astratto, che esse siano riscontrabili "ab extrinseco" in relazione al singolo chiamato in correità o ai singoli fatti a lui contestati, in virtù di un'automatica applicazione dell'art. 192, comma terzo, cod. proc. pen., che esula dalla materia in esame; il problema dei riscontri, tuttavia, si pone di volta in volta in concreto, con riferimento ai casi particolari portati all'esame del giudice, alla varietà degli elementi che vi rilevano ed alla loro diversa valenza probatoria, senza che operino regole legali di valutazione della prova: la necessità dei riscontri esterni si ricollega allora, secondo il prudente convincimento del giudice, incensurabile se sorretto da idonea motivazione, alle caratteristiche delle dichiarazioni accusatorie ed al maggiore o minore grado di attendibilità intrinseca del chiamante.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 192 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 192 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 273 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 273 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)