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Sez. 6, Sentenza n. 1221 del 28/03/1995 Cc. (dep. 20/07/1995) Rv. 202569 - 01

Misure cautelari - Personali - Esigenze cautelari | Pubblico ufficiale indagato per reato contro la pubblica amministrazione - Dismissione dall'ufficio pubblico - Possibilità di commissione di reati della stessa specie - Automatica esclusione - Insussistenza - Necessità di specifica motivazione su tale possibilità - Sussistenza - Fattispecie: corruzione.
Stato
decisa il 1995-03-28
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/202569-01

Misure cautelari - Personali - Esigenze cautelari

In materia di misure cautelari personali applicate per reati contro la pubblica amministrazione, la dismissione da parte dell'indagato dell'ufficio pubblico non esclude da sola la possibilità che lo stesso consumi reati della stessa specie, per tali intendendosi non fattispecie criminose analoghe, ma reati offensivi dello stesso bene giuridico; tale eventualità deve peraltro costituire oggetto di una specifica, sia pur sintetica motivazione. (Fattispecie in tema di corruzione).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 318, Cod. Pen. art. 319 PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 274 lett. C, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 274 lett. C CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)