Sez. L, Sentenza n. 3687 del 03/05/1990 (Rv. 466985 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - DOGLIANZA DEL LAVORATORE DI NON ESSERE STATO RETRIBUITO SECONDO LEGGE - IMPLICITA RICHIESTA DI DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE EX ART. 36 COST. - CONFIGURABILITÀ - LIQUIDAZIONE AD OPERA DEL GIUDICE - CRITERI.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - DOGLIANZA DEL LAVORATORE DI NON ESSERE STATO RETRIBUITO SECONDO LEGGE - IMPLICITA RICHIESTA DI DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE EX ART. 36 COST. - CONFIGURABILITÀ - LIQUIDAZIONE AD OPERA DEL GIUDICE - CRITERI.*
La richiesta di Determinazione della retribuzione ex art. 36 cost. È implicita nella doglianza del lavoratore di non essere stato retribuito secondo legge, onde il giudice non può esimersi dal provvedere al riguardo anche quando, esclusa la applicabilità al rapporto di lavoro della contrattazione collettiva invocata dalla parte, possa nondimeno desumere da altra diversa parametri di riferimento per quantificare il compenso proporzionato non solo al tipo, ma anche all'entità delle prestazioni svolte. (V 3713/87, mass n 456657; (V 1836/86, mass n 445140).*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 36, Cod. Civ. art. 2067, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)