Sez. L, Sentenza n. 3943 del 13/06/1986 (Rv. 446773 - 01)
NOTARIATO - CASSA NAZIONALE DEL NOTARIATO - NOTAIO DECEDUTO IN ATTIVITÀ DI SERVIZIO - INDENNITÀ DI CESSAZIONE - FIGLI MAGGIORENNI SUPERSTITI - ESCLUSIONE DAL BENEFICIO.*
NOTARIATO - CASSA NAZIONALE DEL NOTARIATO - NOTAIO DECEDUTO IN ATTIVITÀ DI SERVIZIO - INDENNITÀ DI CESSAZIONE - FIGLI MAGGIORENNI SUPERSTITI - ESCLUSIONE DAL BENEFICIO.*
I figli maggiorenni superstiti del notaio deceduto in attività di servizio sono esclusi (a differenza dei figli minorenni, considerati più bisognosi) dal beneficio della cosiddetta indennità di cessazione - che costituisce una corresponsione integrativa una tantum del trattamento di quiescenza e quindi rappresenta una prestazione mutualistico-assistenziale e non già un accantonamento forzoso di proventi professionali - giacché la limitazione soltanto ad alcuni superstiti della reversibilità del diritto a tale beneficio, già prevista dall'art. 12 d.m. 26 aprile 1948 (istitutivo dell'indennità), è stata confermata dall'art. 16 del regolamento emanato dalla commissione amministrativa della cassa nazionale del notariato in virtù della delega contenuta nell'art. 13 della legge 3 agosto 1949 n. 577; né l'esclusione suddetta è sospetta di illegittimità costituzionale atteso che non è rinvenibile nella Costituzione alcun principio che vieti in materia previdenziale un trattamento differenziato tra figli maggiorenni e figli minorenni del titolare del diritto. (V 2424/79, mass n 398736).*
Riferimenti normativi: DM 26/04/1948 art. 12, Legge 03/08/1949 num. 577 art. 13
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)